
LA FESTA
DISCESA DEI CERI
I ceri, che durante tutto l'anno vengono conservati lungo la parete della navata destra della basilica di S.Ubaldo, vengono portati giù in città ed ospitati nella sala Maggiore del Palazzo dei Consoli la prima domenica di maggio.
Dopo la messa delle ore 8.30 nella Basilica di S.Ubaldo i ceri vengono "spiccati" e portati giù "stratati" in città.
Le barelle che sono conservate nella sala dei Ceri Mezzani, un locale annesso alla Basilica, vengono spostate prima della messa ed appoggiate alla parete meridionale del chiostro e poi seguono i ceri nella discesa.
Alla fine della Messa al canto dell'Inno a S.Ubaldo "O lume della fede" i ceri vengono "spiccati" dai ceraioli entusiasti (è il primo vero contatto con il cero dopo un lungo digiuno) che in questa giornata non indossano mai la divisa.
La "spiccatura" inizia dal cero di S.Ubaldo e la tecnica è la stessa per tutti e tre. Il cero afferrato per le manicchie inferiori ed il buzzo viene sollevato verticale dal basamento ottagonale di pietra su cui poggia per tutto l'anno. Viene poi portato in avanti, segue una rotazione intorno all'asse verticale di 90 gradi in senso orario, si comincia poi ad abbassarlo portando in avanti un timicchione inferiore. Il cero deve essere disteso sempre a pancia sopra diversamente bisogna girare il cero una volta orizzontale "arvulticare". Una volta orizzontale è il timicchione inferiore ad indicare il senso di marcia.
S.Ubaldo si sposta lungo la navata verso l'abside e tocca a S.Giorgio ripetere la stessa manovra è poi la volta di S.Antonio. I ceri eseguono tre giri antiorari a passo lungo il perimetro della chiesa poi escono ed eseguono tre girate di corsa
intorno al pozzo. Escono dalla porta seguiti dalla barella. Prima di iniziare la discesa vera e propria, davanti alla Cia vengono messi a cavalcioni i bambini in divisa, che reggono dei fiori. Vengono caricate di bambini anche le barelle che sono di solito trasportate dai ceraioli più giovani.
Si forma il corteo con i tamburini, la banda, i rappresentanti del Comune e delle famiglie ceraiole che precedono i ceri in ordine di corsa ognuno seguito dalla propria barella.
Nel trasporto orizzontale i ceraioli si dispongono tre-due per manicchia, uno al timicchione inferiore ed uno al timicchione superiore, che si aiuta con le manicchie; per il cero di S.Giorgio viene predisposto un timicchione superiore falso, che copre cubo e spinotti che potrebbero ferire le spalle.
La posizione del ceraiolo al timicchione inferiore, sottoposto alla gravità della discesa, è quella di gran lunga più faticosa e dolorosa (vista la sua forma non anatomica). Questi si avvale di un frenatore che procede girato con la mano che puntella il timicchione.
Dopo aver disceso il Monte, il corteo gira per il Buchetto arriva alla Calata dei Neri, prosegue per tutto il Corso, scende per la Calata dell'Alfreda al Mercato, da lì attraverso S.Martino ed i Consoli raggiunge Piazza Grande, dove i ceri eseguono tre girate con i bambini sopra a passo ed altre senza bambini di corsa.
Al termine delle girate si avviano sempre di corsa sulla scalea ed entrano nella Sala dell'Arengo, dove i ceri saranno tenuti fino al 15 maggio. Le barelle dopo le girate entrano di corsa nella stessa Sala. I ceri vengono appoggiati a centro sala su degli appositi sostegni a treppiede in ferro battuto, le barelle vengono invece addossate al muro. È consuetudine all'interno della sala inneggiare rumorosamente al proprio cero, sollevandolo varie volte. Spesso il capodieci sale in piedi sul buzzo inferiore.
Nel frattempo nelle cantine del Palazzo viene servita a cura dell'università dei Muratori la tradizionale Coratella.
LE PROVE
Fino a poco tempo non esistevano. Le prove consistono nel montaggio di cero e barella senza santo e nella prova di alzata. Solitamente sono eseguite nella Sala Maggiore del Palazzo dei Consoli qualche giorno prima del 15 maggio. Servono al Capodieci ed alla muta che alza per prendere contatto con le stanghe ed eseguire al meglio il volo d'angelo, in realtà senza la brocca in mano e la reale emozione a poco servono.
LA VIGILIA
Il triduo dai Muratori, il secondo Doppio alle 19.00, l'assaggio del Baccalà, le taverne.
LA CRONACA
Approssimativamente l'orario ufficiale è questo, ma è soggetto a notevoli variazioni, perchè tutto accade in sequenza.
Ore 5.00 Sveglia dei Capitani
Ore 7.00 Visita al Cimitero
Ore 8.30 Messa dei Muratori e corteo dei Santi
Ore 10.00 Consegna del mazzolino e Sfilata dei ceraioli
Ore 11.30 Investitura dei Capitani, Alzata dei Ceri e Mostra
Ore 14.00 Tavola Bona
Ore 16.30 Processione di S.Ubaldo
Ore 18.00 Corsa dei Ceri
Ore 20.00 Discesa dei Santi
LA SVEGLIA DEI CAPITANI
Si chiama così la sveglia data dai Tamburini della “Società Tamburi dei Ceri” a tutta la città a partire dalle prime ore del 15 maggio. I Tamburini cercano di svegliare direttamente i protagonisti della Corsa, Capitani e Capodieci, a domicilio se questi abitano nel centro storico. Nel caso in cui abitino lontano la sveglia avviene presso le sedi di diritto: il palazzo dell'Università dei Muratori ed i Capodieci presso la cosidetta Casa di S.Ubaldo. I Tamburini si radunano molto presto, alle 5.00, nella piazzetta di S.Antonio (piazza Oderisi) ed iniziano il loro giro.
Alle ore 6.00 il Campanone suona la sveglia per tutta la città ed accompagna per un tratto il corteo dei Tamburini che ha nel frattempo raccolto i Capodieci, i Capocetta ed i Capitani.
Il corteo si porta a S.Agostino da dove raggiunge alle ore 7.00 il Cimitero Civico per la commemorazione dei Ceraioli defunti. Dopo la benedizione da parte dei Cappellani, i Capitani depongono la corona fatta di fiori gialli, azzurri e rossi che reca la scritta "i Ceraioli che passano ai Ceraioli che sono passati". In questo momento il trombettiere suona il silenzio, mentre i Tamburini rullano.
Il corteo riprende a Porta S.Pietro dove percorrendo via Reposati e via Cairoli si porta alla chiesetta dei Muratori per la Messa dei Ceri.
IL CORTEO DEI SANTI
Alle 8.30 si celebra la messa dei Ceri nella chiesetta dei Muratori, ma oggi l'altare è posto sulla soglia della chiesetta e la Messa si celebra all'aperto per dare modo di partecipare al maggior numero possibile di ceraioli. Al termine della messa avviene la cerimonia del bussolo. Salgono sul balcone sovrastante il portale della chiesetta i rappresentanti dell'Università Muratori ed i Capitani dell'anno in corso, il Camerlengo dell'Università che legge il verbale ed il bambino che dovrà sorteggiare i due Capitani a distanza di due anni. Finita l'estrazione e letto pubblicamente il verbale, viene portata fuori ed assemblata sulla destra della chiesetta la barella dei Santi, escono poi i "Santi" in ordine di corsa e vengono sistemati sugli appositi timicchioni della barella.
Ha inizio il corteo dei Santi preceduto dai tamburini in tre file una per ogni Cero, per dieci tamburini, dalla banda, dalle insegne e dai rappresentati comunali e dai rappresentanti dei tre Ceri disposti su tre file parallele secondo l'ordine di Alzata, vale a dire con i santubaldari al centro, sangiorgiari a destra e santantoniari a sinistra.
Il corteo si porta sulla Calata dei Neri, scende per tutto il Corso, si porta al Mercato attraverso la calata dell'Alfreda, poi raggiunge Piazza Grande passando per S.Martino e via dei Consoli.
I Santi vengono introdotti nel Palazzo senza passare per il portale, mentre la barella viene trasportata direttamente alla Basilica dove li riaccoglierà a fine corsa.
LA SFILATA
Si organizza a S.Lucia e muove alle 10.00 circa.
È preceduta dal concentramento dei ceraioli e dalla distribuzione del mazzolino di fiori, dei fiori legati insieme da un gambo confezionati dalle monache di ?.
La distribuzione per S.Ubaldo ha luogo in via del Popolo, per S.Giorgio in via del Loggione, per S.Antonio direttamente dal convento di S.Lucia.
La sfilata ha lo scopo di esibire la forza di ogni Cero, anche se oggi vi partecipa una maggioranza non ceraiola (ragazzi).
La successione è questa prima i tamburini disposti in tre file (secondo l'ordine di alzata). Seguono i vessilli bianchi in campo rosso delle contrade di Gubbio e le bandiere dei quattro quartieri, la Banda comunale (vestita di bianco con fazzoletto e fusciacca rossa). Poi il Primo Capitano a cavallo con palafreniere, il Secondo Capitano a cavallo, l'Alfiere ed il Trombettiere. Il Sindaco e le Autorità comunali con la bandiera del Comune, le autorità dell'Università dei Muratori con il gonfalone dell'Università. La Banda dei santubaldari, i vessilli in campo giallo con i quattro quartieri e quelli episcopali e palatini, seguono il Capodieci con la brocca, il Capocetta e le raginette del Cero. Poi i 4 barlozzi e tutti i ceraioli. E cosi' via per S.Giorgio e S.Antonio. Quali vessilli?
I ceraioli all'origine sfilavano militarmente (allineati e coperti) cantando le tradizionali canzoni ceraiole. Oggi c'è più improvvisazione e più libertà di schemi. Ai canti si sono aggiunte i girotondi e le dighe.
Segue il moto opposto ai cortei precedenti: da S.Lucia, via Capitano del Popolo, via Gabrielli, S.Martino fino al Mercato, risale per l'Alfreda e tutto il Corso, Calata dei Neri alla rovescia e tutta via XX settembre fino a Piazza Grande. La sfilata effettua lì il giro della piazza per dirigersi all'ingresso posteriore dal Palazzo situato al Montarone.
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(illustrazioni e spartiti compresi)
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