Edoardo e Corrado

Questa è l’ultima volta che scriverò i vostri nomi. E vi spiego perché.

Avete dimostrato entrambi, durante la mia grave malattia, con la vostra assordante assenza, di non possedere né pietas né fides né dignitas. Ho già dato disposizione testamentaria affinché vi sia impedito, anche con la forza, di comparire alle mie esequie né tantomeno di avvicinarvi per alcun motivo al mio corpo. Perché da oggi non siete più miei figli, né potrete riferire ad alcuno di esserlo.

Per questo motivo farò nei vostri confronti quello che mi è consentito, non in base alle leggi della Repubblica Italiana, che è nata appena 70 anni fa e che passerà come tutte le cose del mondo, ma in base al mos maiorum che è eterno e non può essere cancellato da alcun giudice o leguleio.

Vi priverò del nomen, non del semplice nome che è quel fonema che viene scritto su una foglio dell’anagrafe e che, perso il foglio, svanisce con esso. Il nomen vi è stato impresso davanti a Dio il giorno in cui io, pater familias, vi ho presi entrambi in braccio. Il nomen possiede una valenza sacrale che può essere revocata soltanto da me e da nessun altro.

Perciò da questo momento sancisco davanti a Dio che i vostri nomina siano cancellati per sempre. Sui documenti continueranno ad apparire per qualche decennio come larve intorno al sepolcro ma scompariranno per sempre dal Cielo. Davanti agli altri uomini sarete due renegati sine nomine in aeterno. E vivrete come due non-persone.

Poiché i vostri nomina non esistono più, da questo momento non li scriverò né li pronuncerò mai più.

Dato in Roma, il 9 dicembre 2018

 

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