
IL CAPODIECI DI BROCCA
È il capo del Cero. Nella presente trattazione verrà indicato con la lettera maiuscola, mentre capodieci di corsa verrà scritto con la minuscola.
Fino alla fine del secolo scorso la massima autorità del Cero era rappresentata dai Capitani con la variazione delle mansioni di questa magistratura, il ruolo di capo del Cero, organizzatore-responsabile della Corsa, passava ad uno dei capodieci delle quattro Manicchie, direttamente scelto o “adottato” dai Capitani, che diventava il Capodieci di brocca. Il Capodieci poteva essere riconfermato per gli anni avvenire, sempre che si fosse comportato bene, e doveva appartenere alle corporazioni che il Cero rappresentava. I Capitani sceglievano anche gli altri 4 capodieci, uno per ogni Manicchia del Cero, che dovevano coadiuvare il primo nella corsa: i capodieci di corsa.
La carica di Capodieci è diventata elettiva da una quarantina d’anni a questa parte. Il Capodieci veniva scelto una volta poco prima della Festa, più di recente l’elezione ha luogo per tutti e tre i Ceri ai primi di gennaio per consentire la presentazione del Capodieci ai ceraioli nel corso del Vejone del Cero.
Per la scelta del Capodieci sono tuttora tenute in considerazione doti come l’attaccamento al Cero, la tradizione ceraiola del casato d’origine, l’esperienza acquisita sul campo, portando il Cero in tutti i ruoli e in tutti i pezzi, la prestanza fisica, il coraggio, la carica umana, l’integrità morale. In lui si dovrebbero riconoscere tutti i ceraioli. La frase di disapprovazione più frequente da parte dei ceraioli è infatti: “quello que me rappresenta ta me?” (che mi rappresenta quello?).
Il Capodieci è il responsabile della corsa dell’anno in cui è stato eletto. È la massima autorità del Cero e come tale deve partecipare a tutte le manifestazioni (Processione del venerdì Santo, Pontificale, etc.) e cerimonie di rappresentanza. Egli organizza la corsa in tutti i dettagli. A lui spetta il compito di aprire la sfilata, di montare il Cero, di alzarlo, di fare la Calata, di abbassarlo all’arrivo. Organizza le mute, ne pianifica la disposizione nel percorso, nomina i capodieci di corsa (diventati oggi molto più dei tre originari), i bareloni e i capocinque. Da poco è diventata consuetudine scegliersi anche il capocetta (S.Antonio).
Il Capodieci indice inoltre le varie riunioni di muta e di Manicchia. È recente consuetudine che provi il Cero la vigilia della festa. A quell’epoca devono essere riconsegnate le cavie che durante l’anno restano in giacenza da “ignoti”.
La sua divisa è simile a quella di un normale ceraiolo. Unica differenza è rappresentata dal distintivo al petto, introdotto dal dopoguerra, in campo nero che raffigura rispettivamente: la mitra, l’elmo e la fiamma, i simboli dei tre santi dei Ceri. In epoca precedente ilCapodieci si fregiava di nastri dorati sulla beretta.
LA SCELTA DEL CAPODIECI
S.Ubaldo
Lo schema dell’adozione si ruppe nel 1960 quando si iniziò la scelta da parte di un comitato ristretto di ceraioli. A partire dal 1968 si ebbe un’innovazione con l’introduzione dellarotazione tra le Manicchie: quattro cittadine (S.Martino, S.Agostino, Case popolari, S.Pietro) e tre di campagna (Fontanelle, Mocaiana, Padule). Ogni Manicchia a turno eleggeva tra i suoi appartenenti il Capodieci. Da sette zone si passò poi a quattro: Manicchia orientale edõ occidentale di città, Manicchia orientale ed occidentale di campagna. L’incarico doveva essere affidato a persone di non meno di 35 anni.
L’elezione per Manicchia fu abolita alla fine degli anni ‘80 con la creazione di una assemblea generale senza distinzione di Manicchie; in questa sede veniva selezionata, con voto palese, una rosa di candidati (successivamente ridotti a tre). Il Senato del Cero, composto da 40 membri tra anziani ceraioli, ex-Capodieci e quattro rappresentanti delle Manicchie (uno per ognuna di esse), procedeva all’elezione finale a maggioranza relativa.
Nel 1992 sono state introdotte ulteriori modifiche: è il Senato a proporre i tre candidati, tra i quali l’assemblea generale, composta da ceraioli con più di 21 anni di età sceglie con voto palese, dal 1994 con voto segreto, il Capodieci.
Dal 1995 Si è ritornati per un periodo al governo dell’oligarchia senatoria (ex-capodieci ed altri anziani) che sceglieva a suo piacimento tra i candidati proposti dall’Assemblea generale dei Ceraioli. Nel 2004 con un “golpe” da parte della base si destituiva il senato e veniva cambiato nuovamente il meccanismo di elezione: i candidati vengono selezionati all’interno della Manicchia di competenza e l’assemblea dei ceraioli sceglie tra questi, con veto segreto, il nuovo Capodieci.
S.Giorgio
A partire dal ‘60 l’organizzazione della Corsa e la relativa elezione del Capodieci fu affidata a rotazione alle sei Manicchie del Cero: tre di città (S.Agostino, S.Martino, S.Pietro-Madonna degli Angeli) e Ü¥h
icchia, che dopo aver consultato i propri ceraioli, esprimevano il voto sui candidati della Manicchia a cui spettava il turno di elezione.
Dal 1991 si è deciso di passare all’elezione diretta da parte di una assemblea generale composta da non meno di 200 ceraioli almeno diciottenni, con voto segreto e doppio turno con ballottaggio a due nel caso che non si raggiunga subito la maggioranza assoluta. I Capodieci devono appartenere alla Manicchia di turno, si possono autocandidare, devono avere più di 30 anni. La tradizionale rotazione delle Manicchie è stata alternata con tre turni di libero accesso (anno buco), con l’intento di premiare ceraioli che non hanno trovato posto nell’ambito del turno e che dovrebbero aspettare altri sei anni o ceraioli che non appartengono a delle Manicchie esistenti. Il nuovo ordine è diventato pertanto: S.Agostino, S.Martino, anno buco, Piana, Padule, anno buco, S.Pietro, Semonte, anno buco.
Dopo i brogli elettorali del 1999 è stata creata una anagrafe dei ceraioli di S.Giorgio.
S.Antonio
Dalla “monarchia” di Nino Farneti, che fu Capodieci per venti anni, si passò nel 1957 ad una oligarchia che comprendeva una prima rosa di Capodieci destinati per gli anni a venire, rispettando l’alternanza delle tradizionali Manicchie di città e campagna con il ritmo 2:1. Successivamente tra il ‘69 e ’70 l’elezione del Capodieci passò di competenza del cosiddetto Senato del Cero costituito dagli ex-Capodieci di brocca.
L’alternanza cambiò secondo il ritmo 1:1. Intorno agli anni ‘70 cominciò a prevalere il criterio della scelta del Capodieci nell’ambito della muta ed il Senato ratificava l’elezione. La Manicchia di campagna tendeva a rispettare una rotazione nel suo ambito tra le varie frazioni comunali (sottomanicchie), mentre su quella urbana confluivano indistintamente tutti gli abitanti della città.
Dalla fine degli anni ‘80 l’elezione spetta all’assemblea generale, formata da tutti i ceraioli di S.Antonio con più di 18 anni, che scelgono, con voto segreto, i Capodieci per i due anni successivi, uno di città ed uno di campagna. La nomina è soggetta a ratifica del Senato. Può candidarsi ogni ceraiolo con più di 35 anni, supportato da un quorum di dieci ceraioli.
Dal 1996 la procedura è inversa: con l’assemblea che propone ed il Senato che decide.
CAPODIECI
S.UBALDO S.GIORGIO S.ANTONIO
Migliarini Luigi Grilli Domenico Fioriti Cesare
Raggi Giuseppe Battistelli Alfredo Palazzari Ugo
Battistelli Sergio
1931 Migliarini Innocenzo Grilli Domenico Sollevanti Nazareno
1932 Migliarini Innocenzo Grilli Domenico Sollevanti Nazareno
1933 Migliarini Innocenzo Grilli Domenico Sollevanti Nazareno
1934 Migliarini Innocenzo Vispi Foscolo Rossi Giovanni
1935 Migliarini Innocenzo Pierotti Salvatore Cacciamani Attilio
1936 Migliarini Innocenzo Pierotti Salvatore Cacciamani Attilio
1937 Migliarini Innocenzo Parruccini Giuseppe Farneti Flaminio
1938 Migliarini Innocenzo Piccotti Ubaldo Cacciamani Attilio
1939 Migliarini Innocenzo Piccotti Ubaldo Farneti Flaminio
1940 Migliarini Innocenzo Picciotti Ubaldo Cacciamani Attilio
1941 Sospesa a causa della guerra
1942* Bellucci Luigi Ottaviani Domenico Farneti Pierangelo
1943* Bellucci Luigi Ottaviani Domenico Farneti Pierangelo
1944* Sollevanti Nazareno Ottaviani Domenico Monacelli Settimio
1945* Minelli Luigi Ottaviani Domenico Salciarini Luigi
1946 Migliarini Inerio Parruccini Giuseppe Baldelli Vinicio
1947 Migliarini Inerio Parruccini Giuseppe Farneti Flaminio
1948 Migliarini Inerio Parruccini Giussppe Farneti Flaminio
1949 Nicchi Angelo Grilli Oberdan Farneti Flaminio
1950 Barbetti Fabio Alunno Sergio Farneti Flaminio
1951 Barbetti Fabio Alunno Sergio Farneti Flaminio
1952 Barbetti Fabio Alunno Sergio Farneti Flaminio
1953 Barbetti Fabio Alunno Sergio Farneti Flaminio
1954 Barbetti Fabio Rossi Giuseppe Farneti Flaminio
1955 Barbetti Fabio Alunno Sergio Farneti Flaminio
1956 Migliarini Omero Pierotti Tino Farneti Flaminio
1957 Migliarini Omero Rossi Giuseppe Farneti Flaminio
1958 Migliarini Omero Rossi Giuseppe Ghigi Wladimiro
1959 Piccioli Giuseppe Angeloni Giuseppe Ghigi Wladimiro
1960 Monacelli Franco Scavizzri Marcello Farneti Pietrangelo
1961 Ruspi Nazareno Capponi Piero Silvioli Angelo
1962 Colaiacovo Pasquale Chiocci Franco Gini Giorgio
1963 Raggi Fausto Bedini Adolfo Baldelli Giuseppe
1964 Baldelli Vittorio Rialti Giuseppe Bedini Ermete
1965 Vispi Umberto Brunetti Marcello Pascolini Piero
1966 Fofi Augusto Barbetti Pio Agostinucci Pietro
1967 Nardelli Carlo Bareti Giuseppe Capannelli Alfio
1968 Ridolfi Duilio Sensi Ubaldo Bagagli Sergio
1969 Capannelli Massimo Belardi Piero Balducci Luigi
1970 Vispi Gabriele Lilli Nazzareno Ontano Nello
1971 Rossi Rolando Alunno Aleandro Fofi Mario
1972 Minelli Giampiero Tognoloni Otello Bellucci Guglielmo
1973 Belardi Giuseppe Grilli Leo Chiocci Gianni
1974 Paciotti Nazareno Bettelli Gaetano Francioni Guido
1975 Barbetti Paolino Ronchi Giuseppe Rossetto Nello
1976 Casagrande Luciano Ragnacci Sandro Cecilioni Marcello
1977 Piccotti Walter Cappannelli Orlando Farneti Elvezio
1978 Stocchi Eridanio Rogari Rolando Latini Luigi
1979 Rossi Raffaele Frenguellotti Elvio Baldelli Ivo
1980 Minelli Mario Alunno Alessio Marcelli Romeo
1981 Cencetti Guglielmo Tomarelli Carlo Mengoni Mauro
1982 Ragni Calzuola Ivo Micheletti Tito Tomassini Carlo
1983 Nuti Raffaele Casagrande Ezio Morena Mario
1984 Sebastiani Carlo Matteucci Massimo Menichetti Euro
1985 Palicca Gianfranco Panfili Loris Bedini Fernando
1986 Biancarelli Giancarlo Mancini Tonino Ragni Piero
1987 Binacci Franco Minelli Raffaele Uccellani Giovanni Augusto
1988 Minelli Gino Brunettini Stefano Bartolini Salvatore
1989 Orlandi Ubaldo Battistelli Stefano Belardi Giovanni
1990 Corazzi Tommaso Urbani Davide Petrini Gabriele
1991 Ragnacci Novello Panfili Massimo Pierini Gianni
1992 Belardi Giulio Coldagelli Paolo Agostini Antonio
1993 Barbetti Anselmo Ciammarughi Valerio Cipiciani Antonio
1994 Saldi Massimo Cortoni Mario Barbi Gianfranco
1995 Bossi Roberto Berrettoni Mario Capannelli Alberto
1996 Mischianti Guerrino Mariotti Lucio Monacelli Giampiero
1997 Merli Mario Trento Valentino Pierotti Bocci Luigi
1998 Minelli Roberto Ronchi Giuseppe Vagnarelli Stefano
1999 Calzuola Alberto Fiorucci Giziano Ragni Federico
2000 Baldinelli Francesco Viola Giampiero Marionni Fausto
2001 Moretti Luigi Radicchi Piero Pellegrini Raffaele
2002 Marcheggiani Cesare Nardelli Franco Francioni Luigi
2003 Baldelli Lucio Ambrogi Mario Caioli Marco
2004 Cicci Corrado Costantini Paolo Marchi Giuseppe
(*) Ceri Mezzani
IL CAPOCETTA
È lo “scudiero” o l’”ombra” del Capodieci, prende parte a tutte le riunioni, è scelto dal Capodieci (S.Antonio), che di solito tende a confermare quello degli anni precedenti. Al capocetta venivano storicamente attribuite delle funzioni di scorta armata (armata di accetta) al seguito del Cero, un ruolo che con il tempo ha perso identità. L’accetta poteva servire per punire il Cero che contravveniva alle regole di corsa (vedi dopo).
La divisa è analoga a quella dei tamburini: camicia rossa abbottonata davanti con colletto, pantaloni bianchi e fusciacca rossa listata con i colori del Cero di appartenenza. Reca un’accetta di foggia antica avvolta in un panno rosso. Il dorso dell’accetta poteva servire per mazzettare la cavia. Oggi si usa un martello, molto più pratico.
Il capocetta dovrebbe essere presente alla partenza dai Neri ed a tutte le soste: Ferranti, Piazza Grande, Porta S.Ubaldo. Non prende il Cero, ma reca, oltre all’accetta, anche attrezzi per la riparazione di eventuali danni subiti dal Cero, come martello, pinze e filo di ferro. Per il Cero di S.Giorgio e S.Antonio è responsabile del percorso della Mostra.
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(illustrazioni e spartiti compresi)
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