
I CAPITANI
Sono due: Primo e Secondo. Per tradizione appartengono all’Università dei Muratori e Scalpellini e Arti Congeneri e vengono eletti con il sistema dell’estrazione dal bussolo, due anni prima, la mattina del 1° Maggio. Le attribuzioni dei Capitani risalgono alla magistratura medievale del Contestabile che si è mantenuta fino al 1818 (v.
P.L. Menichetti “I Ceri di Gubbio dal XII secolo”, pagg. 375 - 390), e si sono successivamente fuse con quelle dei Capitani del Cero di S. Ubaldo. I Ceri venivano infatti organizzati da Capitani, sorteggiati annualmente, appartenenti alla corporazione che il Cero rappresenta, che si impegnavano a trovare gli uomini e ad offrire loro il pasto, cioè a “fare gli uomini per il Cero”. Frase questa ancora in uso a Gubbio per apostrofare qualcuno che cerchi di coinvolgere altre persone nelle sue imprese.
Nel 1891 il Comune attribuiva ufficialmente un fondo per concedere l’appalto di tutti tre i Ceri ai Capitani del Cero di S. Ubaldo, gli unici superstiti dopo che nel 1808 erano cessati quelli di S.Giorgio e nel 1883 quelli di S.Antonio (v. “La Festa dei Ceri” A.Barbi, 1993, Vol. I, pag. 50). I Capitani del Cero di S.Ubaldo da allora diventarono il Primo Capitano e Secondo Capitano, figure simboliche di Capi della Festa, al di sopra delle parti. L’organizzazione del Cero passava ad uno dei quattro capodieci del Cero, che diventava il Capodieci di brocca, direttamente scelto dai Capitani.
I CAPITANI DEI CERI (*)
anno Primo Capitano Secondo Capitano
1891 Vantaggi Giuseppe ?
1892 Scavizzi Giona Prosperetti Domenico
1893 Orsini Nazzareno Cacciamani Nazzareno (Dragoletto)
1894 Fronduti Fortunato Amatori Egidio
1895 Scavizzi Giovanni ?
1896 Faramelli Luigi Tomassoni Giovanni (Bombone)
1897 Angeli Raffaele Brestolli Anacleto
1898 Bellucci Odoardo Cacciamani Costantino (Dragoletto)
1899 Rampini Fedele ?
1900 Massi Francesco ?
1901 Lisarelli Paolino ?
1902 Gaggioli Agostino Fecchi Giambattista
1903 Rosati Gettulio ?
1904 Fecchi Pietro Paolo Rampini Gioacchino
1905 Monacelli Antonio Agostinelli Giovanni
1906 Rampini Michelangelo ?
1907 Forti Marsilio Bettelli Maurelio
1908 Vispi Odoardo Nicchi Americo
1909 Menichetti Gaetano (la nonna) ?
1910 Faramelli Leopoldo (Poldo) ?
1911 Massi Giacomo Camponovo Giovanni
1912 Minelli Virgilio (Caporoscio) Menichetti Luigi (Gigeduro)
1913 Nagni Gherardo ?
1914 Rosati Adolfo (Bifanio) Tinti Basilio
1915 Ceccarelli Parisio Piccotti Giuseppe (la Leggera)
1916 La festa fu sospesa a causa della guerra
1917 Agostinucci Filadelfo Festa dei Ceri sul Col di Lana
1918 La festa fu sospesa a causa della guerra
1919 Morelli Giuseppe ?
1920 Rosati Luigi Monacelli Achille (Bifanio)
1921 Nicchi Sergio Alunno Giuseppe
1922 Grasselli Angelo Ciammarughi Giuseppe (Mulinaretto)
1923 Minelli Tobia Roncigli Guglielmo (Sampizzo)
1924 Farneti Giuseppe Rosati Luigi
1925 Rosati Epifanio (Blandao) Pierucci Vittorio (Arcangiolino)
1926 Scavizzi Ubaldo Migliarini Luigi
1927 Matteucci Ciro Bellucci Giuseppe (Ceccherello o Sgurbione)
1928 Rosati Oreste (Orestino) Tomassoni Alceste (de Bombone)
1929 Raggi Giuseppe Raggi Nazareno
1930 Tinti Basilio Nicchi Guerrino (‘l zio)
1931 Mannocchi Domenico Morotti Giuseppe
1932 Uccellani Giovanni (Ruspo) Minelli Claudio (Caporoscio)
1933 Monacelli Giacomo (Magnacase) Perugini Ubaldo
1934 Farneti Giuseppe Rogari Fernando (Franchetti)
1935 Farneti Fabrizio Morelli Oreste (?)
1936 Orsini Mario Scavizzi Antonio (Chicchirillo)
1937 Alunno Alessandro (Pepolo) Vispi Eugenio
1938 Nicchi Ubaldo Morelli Marsilio (Tarmato)
1939 Orsini Giuseppe Rosati Vitaliano
1940 Pascolini Agostino (Ferruccia) Bettelli Ubaldo (Cardelino)
1941-42 La Festa fu sospesa dal Prefetto causa guerra
1943 Gambini Secondo
1944 Minelli Luigi
1945 Battazzi Mario (Pinoccata)
1946 Monacelli Ettore (la Lena) Roncigli Evelino (Cicatello)
1947 Vispi Antonio (‘Ntonio) Moscatelli Valentino (Dido del Cartagnaro)
1948 Faramelli Galileo Morelli Arnaldo (Bicchieretta)
1949 Raggi Nazzareno Faramelli Guerriero (lo Svizzero)
1950 Venturi Bruno (‘l Moro) Pascolini Riccardo (Bicarbonato)
1951 Lauri Astorre Vispi Rodolfo
1952 Rossi Girolamo (de Brancaiolo) Forti Federico
1953 Monacelli Giovanni (Pontiranca) Nuti Rodolfo (Farinaccio o Temporale)
1954 Damiani Lamberto (‘l Tozzetto) Faramelli Teobaldo (Tartaione)
1955 Pelicci Vittorio (Piedipiani) Ferretti Pietro (Pierino de Babusse)
1956 Castellani Giuseppe (Bagonghi) Orsini Giulio (‘l bersagliere)
1957 Rossi Luigi (de Brancaiolo) Menichetti Alessandro (Tramontana)
1958 Grilli Ubaldo (Capello de Solo) Rosati Rodolfo (de Bifanio)
1959 Scavizzi Antimo (de Chicchirillo) Morelli Alvaro (Bacano)
1960 Pierotti Vittorio (Baldinone) Casagrande Luigi (Sostegno o Culetto)
1961 Faramelli Luigi (‘l Gobbo) Uccellani Gioacchino (de Fadanno)
1962 Ceccarelli Elio (‘l Tartajone) Monacelli Fortunato (Pipi de Magnacase)
1963 Migliarini Inerio (Billi) Salciarini Luigi (Bico)
1964 Casagrande Rizieri (Giretta) Nicchi Rizieri (Sarabighetti)
1965 Baldinelli Giuseppe (de Capone) Nicchi Angelo (Pittino)
1966 Casagrande Ciro (Capone) Bellucci Giulio (Repuzzone)
1967 Venturi Costantino (Tino Bocio) Rosselli Luigi (Mozzi)
1968 Morelli Luigi Occhiucci Dario
1969 Monacelli Giordano (Magnacase) Morelli Raffaele (Riccio)
1970 Costi Guerriero (Ribone) Grilli Mario (Caracciolo de Roncone)
1971 Morelli Arduino (Lilli) Rosati Ubaldo (Baldozoppo)
1972 Brunelli Giuseppe (Giomba) Barbi Ubaldo
1973 Scavizzi Settimio (Chicchirillo) Scavizzi Franco (Pallino de Chicchirillo)
1974 Pierotti Carlo (Baldinone) Grilli Enzo (de Roncone)
1975 Bertinelli Gustavo Nardelli Franco (Sdegola)
1976 Tosti Sergio (Veschino) Paciotti Armando (Cipriano)
1977 Faramelli Giuseppe (Peppebello) Lupatelli Secondo (Baroncino)
1978 Orsini Gustavo (Rondella) Tinti Luciano
1979 Panfili Ubaldo (‘l Sordo) Castellani Nicola (Kokola)
1980 Scavizzi Luigi (Cagnara) Vispi Umberto (‘l Tacche)
1981 Nicchi Alberto (Gonnella) Nuti Guglielmo (Memmo de Farinaccio)
1982 Pannacci Ardicino Bellini Mario (Garrone)
1983 Venturi Venturino (‘l Tim) Morelli Marcello (Beicapelli)
1984 Vagnarelli Giuseppe (Buranese) Picciolini Giuseppe (‘l Puppe)
1985 Lauri Carlo Martini Giovanni (‘l Castelano)
1986 Belardi Elio (de Baldarone) Lucarini Francesco
1987 Fumaria Renato Monacelli Franco (Magnacase)
1988 Calzuola Giuseppe (Bordone) Bellucci Carlo (Chiappino)
1989 Alunno Aleandro (Pepolo) Pierotti Giovanni (Buricchio)
1990 Uccellani Umberto Menichetti Orfeo
1991 Ragni Franco Angeloni Romolo (Cudignone)
1992 Berettoni Giuseppe Pierotti Celso
1993 Fratini Novello Tosti Giuseppe
1994 Morelli Giancarlo Picciotti Alfredo (Berzilico)
1995 Baldelli Ubaldo Chiocci Franco
1996 Cappaneeli Giuseppe Ercoli Giuseppe
1997 Menichetti Biagio Angeletti Maurizio
1998 Fioriti Massimo (Peperino) Nardelli Carlo (de Bino)
1999 Cardoni Orlando Lunani Luigi (Dendè)
2000 Costi Giorgio Gaggiotti Adolfo
2001 Belardi Luigi (Piccione) Piermattei Alessandro
2002 Mariani David Vantaggi Guerrino
2003 Cerbella Mario Grelli Alfredo
2004 Fondacci Alberto Fondacci Ubaldo
Estrazione
Come abbiamo già detto i Capitani sono scelti tradizionalmente con il sistema dell’estrazione dal “bussolo”. Si può diventare Primo o Secondo Capitano una sola volta nella vita. Il “bussolo”, o meglio “bossolo” perché fatto in legno di bosso, è un’urna conservata nella Chiesetta dei Muratori, in cui vengono riposti i nomi di 12 soci già scelti per diventare Capitani della corsa nei successivi sei anni.
Gli imbussolati vengono designati dal Consiglio dell’Università tra quei soci, che ancora lavorano, in grado di stare in sella o di correre davanti al Cero (come il Secondo Capitano fino al 1991) e che abbiano un’età intorno ai 50 - 55 anni al momento della possibile corsa. I due Capitani vengono estratti la mattina del 15 maggio da una “mano innocente”: il primo estratto sarà di diritto il Primo Capitano della Corsa che si svolgerà due anni dopo. In pratica i Capitani sono già decisi, il sorteggio designerà l’anno ed il ruolo (Primo o Secondo).
Anche se in apparenza il ruolo di Primo e Secondo Capitano sembra esaurirsi il 15 maggio, di diritto la carica ha validità per tutto l’anno solare (1 gennaio-31 dicembre).
Una volta esaurito, il bussolo si riempie con nuovi nominativi. In caso di decesso di un Capitano designato per la Corsa ventura, questo viene sostituito da quello di pari grado, eletto per l’anno successivo. In caso di inabilità per ragioni di salute ogni Capitano può essere sostituito, per le mansioni inerenti alla corsa, di un conoscente affidabile o dal figlio. La titolarità della magistratura rimane comunque la sua. Esistono casi di Capitani che hanno corso in precarie condizioni di salute e che per questo hanno perso la vita, come nel 1954 Lamberto Damiani detto il “Tozzetto”.
Divisa
All’inizio del secolo la divisa del Primo Capitano era di ispirazione napoleonica, mentre quella del Secondo era molto simile all’attuale. Dal 1951 le due divise divennero simili: unica differenza i pantaloni da cavallerizzo e gli stivali per il Primo Capitano, che era l’unico a cavalcare. Oggi, con l’introduzione del cavallo anche per il Secondo Capitano la divisa è diventata praticamente la stessa.
Essa è ispirata alle divise garibaldine, fatta esclusione per il colore che è bianco. Si compone di una camicia di raso con i bordi ricamati in filo d’oro. È abbottonata sull’avanti ed è chiusa da un colletto. I pantaloni sono bianchi da cavallerizzo. Gli stivali scuri. Recano al collo il “fazzoletto”, un ampio triangolo di stoffa bianca con ricami in oro, annodato sul petto e fatto passare nelle due spalline della camicia. Al fianco sinistro pende la spada, sempre di foggia ottocentesca. Sul capo la tradizionale “beretta” rossa, foggiata a calza, listata in oro (tre galloni per il Primo e due per il Secondo Capitano), con cordone terminante in una nappa di identico colore. Alla vita la fusciacca rossa annodata sul lato della spada. I guanti sono bianchi.
Il cavallo reca una gualdrappa rossa listata in oro con lo stemma del libero Comune di Gubbio e le insegne dell’Università dei Muratori. Nei mesi precedenti la corsa è obbligo di ogni Capitano sottoporsi a lezioni di equitazione.
I compiti del Primo Capitano
È il comandante della Corsa in città. Ha una serie di incombenze comuni con il Secondo. Deve infatti presenziare a tutte le cerimonie a carattere ceraiolo che si svolgono nell’anno solare: i Vejoni di tutti e tre i Ceri, la ricorrenza della Canonizzazione di S. Ubaldo (4 marzo), la Traslazione di S. Ubaldo (11 settembre), S. Antonio Abate (17 gennaio), S. Giorgio Martire (festeggiato il 23 e 25 aprile), la Prima Domenica di maggio, le sfilate dei Ceri Mezzani e dei Ceri Piccoli e in occasione di tutte le festività delle Corporazioni.
La Vigilia dei Ceri si reca del Vescovo in udienza privata, e dopo la funzione del triduo di S.Ubaldo, sale al Palazzo dei Consoli per il cosiddetto “assaggio” che consiste nella degustazione del “baccalà alla ceraiola” che dovrà essere consumato dai ceraioli la mattina seguente alle ore 9,30 dopo il corteo dei Santi.
È presente durante i vari eventi della Festa. Viene svegliato dai Tamburi e dal Campanone alle prime luci dell’alba. Ma la sveglia ufficiale avviene intorno alle 6 insieme al Secondo Capitano presso il Palazzo del Capitano del Popolo. Insieme al Secondo Capitano segue i Tamburi fino a Porta Romana da dove raggiunge il Cimitero Civico per la commemorazione dei Ceraioli defunti. È presente durante i vari eventi della Festa, dapprima a piedi alla destra del Secondo Capitano, poi, a partire dalla Sfilata, a cavallo, davanti al Secondo Capitano.
Durante la cerimonia che precede l’Alzata, si muove a cavallo dal Montarone (Via Gattapone), quando già Vescovo e Sindaco attendono sulla scalea del palazzo dei Consoli. Riceve allora la chiave della città e con questa l’investitura ufficiale. Presiede la Tavola Bona. Al momento della Corsa aspetta la processione ai Neri. Al comparire della statua dalla curva del Corso, sprona il cavallo lungo la Calata, seguito dall’Alfiere, dal Trombettiere e dal Secondo Capitano. E così in ogni tratto della Corsa fino a Piazza Grande. All’arrivo dei Ceri a Piazza Grande raggiunge a cavallo la scalinata del Palazzo Pretorio, scende da cavallo e raggiunge il Sindaco con quale ha un breve colloquio nella Sala Consiliare e gli restituisce le consegne. Risale poi a cavallo e raggiunge Porta S. Ubaldo, dove finisce il suo mandato.
I compiti del Secondo Capitano
È il responsabile dell’Alzata e della Corsa sul monte. Storicamente appiedato, dal 1992 è dotato di cavallo. Dà il via aprendo il portone del palazzo dei Consoli all’alzata, e, se in grado, corre a piedi con i Ceri nelle girate della mattina. È il responsabile della mostra del Cero di S.Ubaldo, che precede per tutto il percorso fino a che non viene poggiato sui piedistalli dei Neri. Si reca poi al Palazzo dei Consoli per dare l’inizio alla Tavola Bona.
Durante la corsa precede di poco a cavallo i Ceri. Da porta S.Ubaldo fino alla Basilica è il comandante della corsa, scende dal monte con la discesa dei Santi.
TROMBETTIERE
Sottolinea, con le note della carica, i momenti salienti che precedono l’Alzata e la Corsa. Vestiva la divisa napoleonica con la feluca, ma dal secondo dopoguerra essa è interamente bianca con fazzoletto e fusciacca rossi. Al Cimitero suona il silenzio. Dalla tromba pende il gagliardetto rosso con lo stemma della Città di Gubbio. Durante la cerimonia presso il cimitero civico il Trombettiere suona il silenzio.
ALFIERE
È un ruolo che viene affidato ad un cavallerizzo particolarmente abile che si occupa anche delle lezioni di equitazione ai Capitani. Segue sia nella Sfilata sia nella Corsa il Primo Capitano e reca per tutta la Corsa le insegne del Comune di Gubbio, affidategli dal primo Capitano al momento dell’investitura. La divisa è tutta bianca con fazzoletto, beretta e fusciacca rossi.
CAPPELLANO
Detto anche ‘l prete. Celebra tutte le funzioni religiose della Festa e ad essa collegate: la Messa della prima Domenica di Maggio e quelle del triduo di S.Ubaldo, il saluto ai Ceraioli defunti, la Messa dei Ceraioli nella chiesetta dei Muratori, le funzioni nella Basilica di S.Ubaldo al termine della Corsa, la benedizione al termine della discesa dei “Santi”. Negli ultimi anni sono stati istituiti singoli cappellani per ogni Cero.
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